lunedì 11 febbraio 2013

Sono di nuovo on line ( da Bogota')

                          Giovedi 31 gennaio 21013
Viaggio tranquillo, l'imbarco mezza ora prima della partenza. Anche su questo aereo della Avianca i sedili sono comodi, un po meno spaziosi ma comodi. Il volo è durato poco piu' di quattro ore, tra un pisolino e l'altro, guardo un film in spagnolo. I monitor sono posizionati nel retro del sedile di fronte e con le cuffie ognuno puo' scegliere cosa guardare, ci sono 4 film, la radio, un canale per le informazioni sul volo, un catalogo con articoli che si possono comprare a bordo e un'altro che non mi ricordo. Per la prima volta ho visto sorgere il sole da sopra le nuvole, uno spettacolo unico, i colori dell'alba su di un soffice manto di banbagia. Per contro, dato il cielo coperto, non ho potuto vedere Bogota' dall'alto e non posso fare un raffronto con Mexico city, ma so che anche qui ci sono tanti milioni di abitanti e, di conseguenza la citta' è enorme. Nonostante siano le due di notte la hostess ci servono un vassoio con, un panino caldo soffice con formaggio e prosciutto cotto,una ciotolina di verdure cotte, un mini panino tipo olio, un mini dolcetto alle mandorle, bibita a scelta e caffe' di cui ho fatto a meno. Sono gia' abbastanza giorni che dormo poco per assumere bibite eccitanti. Si arriva puntuali, l'aereoporto è grande e ancora stanno facendo ampliamenti, i controlli sono meno severi di come mi aspettavo vista la reputazione del paese, in Mexico praticamente ti fanno la radiografia anche quando esci.
Ad aspettarmi trovo lei, Elvira, mi sorride attraverso il vetro che ancora ci separa e io di rimando. Non e' cambiata molto da quando ci siamo burrascosamente lasciati sei mesi fa, ha perso peso ed ha acccorciato i capelli. Recupero la valigia, all'uscita solo un abbraccio timido da parte di tutti e due, ci comportiamo come se nulla fosse ma credo che anche lei sia emozionata come me, anche se non vuole darlo a vedere. Abbiamo un sacco di cose di cui parlare e il tempo non ci manchera'. Prendiamo un taxi, per il momento saro' suo ospite.
Bogota' è suddivisa in otto classi “ sociali” e anche i quartieri risentono di queste suddivisioni, nel quartiere dove abita siamo al “terzo” livello. Sono per lo piu' abitazioni a due o tre piani, per loro tre o quattro perche' il pianoterra e' considerato come primo piano, la maggior parte sono ben rifinite, e tante utilizzano il pianoterra ( primo ) come tienda, altre come garage. Le strade sono pulite ma poco curate nella pavimentazione stradale, ogni tanto l'autista devia per evitare qualche buca, il traffico è caotico come in tutte le grandi citta'.

 Arriviamo a casa sua, e' una palazzina a quattro piani ( pianoterra conta come primo ) lei occupa primo terzo e quarto.
L'ingresso e' attraverso un cancello e una porta che immettono in una stanza di tre metri per sette che e' usata come garage per l'auto, ma all'occorrenza, essendo molto ben rifinita, come sala per le feste con i familiari, una scala abbastanza stretta conduce al terzo piano dove c'e' un salone con angolo cottura, un bagno con doccia e un ripostiglio. Una scala a chiocciola sale fino al quarto piano, un lucernario lascia passare luce in abondanza per illuminare la scala, uno stanzino utilizzato come lavanderia, la stanza da letto è grande ed illuminata da un'ampia vetrata a tutta parete, come nel salone. Elvira mi aveva sempre descritto la sua casa come bellissima e devo dire che non ha esagerato, è molto ben rifinita e i mobili sono di classe, mi piace.
Non sono stati necessari molti chiarimenti, è stato tutto cosi naturale, come se questi mesi che abbiamo trascorso separati fossero stati annullati. Ci siamo resi conto che i motivi che ci avevano portati alla rottura non erano in fondo cosi importanti. I momenti felici trascorsi insieme sono stati molto piu' appaganti che non i disagi caratteriali. Dovremo imparare tutti ad essere meno orgogliosi, piu' umili e soprattutto a non credere che la nostra possa essere l'unica verita' possibile.
Nella casa adiacente vive la mamma di Elvira, sua omonima, la senora Elvira e suo fratello Pablo, mi accolgono tutti molto cordialmente.



La giornata vola tra una chiacchierata, visita parenti, disfare la valigia , orientarmi in questa nuova casa. Di sera sono cosi stanco che, una volta a letto faccio fatica ad addormentarmi.

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