mercoledì 13 febbraio 2013

Il tempo vola


                                                  Da lunedi 4 a sabato 9 febbraio
Che caldo, ho spento il condizionatore solo all'alba. Appena svegli il primo pensiero è di andare a fare un tuffo in piscina, presto presto, prima di partire. In questo hotel, vista la scarsita di clienti infrasettimanali, non preparano neanche un caffe'. Ancora una doccia e poi via verso Flandes, sono solo pochi km e anche qui fa un caldo afoso. Elvira mi fa visitare la sua casa, ora affittata, e, dopo aver sbrigato qualche commissione, decidiamo di rientrare a Bogota'. Per il ritorno facciamo un itinerario diverso, meno trafficato, si sale e scende continuamente, siamo sulle Ande, in mezzo ad una foresta tropicale rigogliosa e, a volte, piu' in alto delle nuvole. L'auto avanza a fatica, qui si usa mescolare due tipi di benzina, una a piu' basso numero di ottani, ne consegue un minore rendimento del motore. Il rientro a Bogota' e alla sua frescura è molto piacevole dopo due giorni di afa. Passiamo a recuperare il passaporto dalla cognata di Elvira ed anche qui sono accolto con calore.
In questi giorni ho trascurato la stesura di questo diario/racconto, ma non certo per mancanza di volonta', è che tutte le novita' che sto vivendo fanno si che il tempo voli, la mancanza poi di internet in casa non è di stimolo. Di questi giorni vorrei ricordare, piu' che la cronologia, il lato emozionale. Trasmettere le propie emozioni non è semplice, come non lo è far capire l'intensita dei sentimenti che ci portano ad apprezzare alcune cose e a disprezzarne altre.
Qui siamo a 2600 mt di altitudine e ci vuole piu' di qualche giorno a che l'organismo si abitui, specialmente alla mia eta', mi basta fare un piano di scale per avere il fiatone e lascio immaginare per il resto.
In questi giorni ho avuto modo di girare per il barrio dove abito e anche in altre zone della citta'. Pur non percependo nessuna sensazione di pericolo imminente, devo riconoscere che la nomea di zona pericolosa non è infondata, tutti sono molto prudenti nel non ostentare qualsiasi segno di ricchezza, ci sono molti poliziotti in giro e quando si entra nei parcheggi dei centri commerciali i vigilantes con i cani ispezionano i bauli delle auto per controllare che non ci siano esplosivi, ma questo credo sia piu' un retaggio degli attentati attribuiti al narcotrafficante Pablo Escobar, deceduto ormai da qualche lustro, che ad un reale pericolo delle FARC ( forze armate rivoluzionarie colombiane), a quanto pare anche qui c'è la strategia dell'intimidazione del popolo, cerchero' di documentarmi meglio.


Il rapporto con la mia lei è idilliaco, a volte sembriamo due piccioncini e questo mi fa bene. Sono sempre stato un sognatore ed ora mi piace sognare di poter ricominciare ancora. Non so quanto questo possa apparire sensato e neppure mi interessa saperlo, ho sempre dato ascolto alle ragioni del cuore piuttosto che quelle del raziocinio e chissa' che il racconto di avventure non si trasformi in un romanzo rosa.

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